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La Thailandia combatte l’inquinamento con piogge artificiali 

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Redazione

Published on

15 luglio 2025

in

Asia

Bangkok, la vibrante capitale della Thailandia, si è trovata ad affrontare per anni una delle sue sfide più pressanti: un inquinamento atmosferico soffocante che ha messo a rischio la salute dei suoi abitanti e la reputazione della città. Con i livelli di particelle nocive che in alcuni periodi hanno superato di gran lunga le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (fino a 102 microgrammi per metro cubo contro un massimo giornaliero di 25), le autorità si sono trovate di fronte alla necessità urgente di implementare soluzioni innovative.

Una delle strategie più discusse e controverse per combattere questa cappa di smog è stata l’uso delle piogge artificiali, una tecnica nota come “cloud seeding”. Questo processo ingegneristico prevede che aeroplani specializzati volino attraverso le nuvole, spruzzando sostanze chimiche – spesso ioduro d’argento o ghiaccio secco – che fungono da nuclei di condensa. Queste particelle stimolano la formazione e la crescita di goccioline d’acqua e cristalli di ghiaccio all’interno delle nuvole, accelerando il processo di precipitazione e inducendo la pioggia. L’idea è che la pioggia “lavi” l’aria, abbattendo le particelle inquinanti a terra.

Le cause di questo problema diffuso sono molteplici e complesse. Si stima che oltre la metà dell’inquinamento atmosferico di Bangkok provenga dai veicoli diesel, che emettono grandi quantità di particolato fine e ossidi di azoto. A questo si aggiunge un significativo 35% attribuibile alla pratica agricola delle bruciature stagionali, in particolare durante il periodo del raccolto, quando i residui delle colture vengono bruciati per preparare il terreno per la semina successiva.

Per affrontare il problema, il governo ha esplorato diverse vie. Oltre alle piogge artificiali, sono state considerate misure a lungo termine come l’incentivo alla produzione e all’uso di veicoli elettrici e l’applicazione di restrizioni severe all’ingresso dei veicoli diesel più inquinanti nelle aree centrali della città. Tuttavia, non tutte le soluzioni proposte hanno trovato un consenso unanime. Esperti ambientali e organizzazioni come Greenpeace hanno espresso forti dubbi sull’efficacia delle piogge artificiali e dell’uso di cannoni ad acqua per abbattere l’inquinamento, sottolineando come tali metodi non abbiano portato a soluzioni durature in altre metropoli afflitte dallo smog, come Pechino o Delhi.

Invece, sono state suggerite soluzioni più strutturali e sostenibili. Tra queste, un miglioramento radicale del sistema di trasporto pubblico, rendendolo più accessibile e conveniente per ridurre la dipendenza dai veicoli privati. Un’altra proposta cruciale riguarda il settore energetico, con la richiesta che le centrali elettriche che dipendono dal carbone adottino fonti di energia più pulite per diminuire le emissioni industriali. La lotta della Thailandia contro l’inquinamento atmosferico è un esempio della complessità che molte città moderne affrontano nel bilanciare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale.

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