Il fenomeno crescente dei “kidfluencer”, bambini e adolescenti che cercano fama e ricchezza online vendendo schemi e corsi, sta creando scandalo in Brasile. Questa attività solleva serie preoccupazioni legali riguardo al lavoro minorile e alla responsabilità delle piattaforme social come TikTok e Instagram, che spesso monetizzano questi account senza le dovute autorizzazioni giudiziarie.
La storia di Guilherme, un quattordicenne che vende dolci per strada e documenta la sua vita online a milioni di follower, evidenzia come questi giovani siano attratti dalla promessa di guadagni elevati, talvolta superiori al reddito medio degli adulti. Tuttavia, questa “corsa alla fama” precoce comporta spesso un carico di lavoro significativo e l’esposizione a critiche online.
Le autorità brasiliane, in particolare la Procura del Lavoro, stanno intensificando il controllo su queste piattaforme, multando TikTok per aver permesso la monetizzazione di account di minori senza permesso. Si discute anche il ruolo dei genitori, spesso complici nel promuovere l’attività online dei figli.
L’articolo di Rest of World sottolinea come Instagram sia diventato un vero e proprio mercato informale per adulti e bambini, con molti che vedono i social media come una scorciatoia per il successo economico. Tuttavia, questa tendenza solleva interrogativi sul costo per l’infanzia, sullo sfruttamento del lavoro minorile e sulla necessità di una maggiore regolamentazione da parte delle piattaforme per garantire la sicurezza e il benessere dei giovani utenti. Il Brasile si trova quindi a un bivio, cercando di bilanciare le opportunità offerte dal mondo digitale con la protezione dei diritti e dello sviluppo dei suoi bambini.


Lascia un commento