l Regno del Bhutan ha deciso di compiere un salto nel vuoto tanto audace quanto visionario. Durante il discorso per la festa nazionale, Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck ha svelato al mondo una strategia senza precedenti: l’impiego di circa 10.000 Bitcoin, per un valore che sfiora il miliardo di dollari, per finanziare la nascita della “Gelephu Mindfulness City”.
Questa metropoli del futuro non sarà una tradizionale zona economica speciale, ma un esperimento urbanistico e sociale che fonde l’eredità spirituale buddista con le più avanzate tecnologie globali. Situata strategicamente al confine con l’India, la “Città della Consapevolezza” si propone come un hub per imprese sostenibili e coscienti, progettato per invertire il drammatico trend migratorio che vede migliaia di giovani bhutanesi lasciare le valli himalayane in cerca di lavoro all’estero.
La mossa del sovrano non è frutto di una speculazione improvvisa, ma il culmine di una strategia industriale silenziosa e lungimirante. Da anni, infatti, il Bhutan sfrutta l’enorme surplus di energia idroelettrica generata dai suoi fiumi per alimentare gigantesche server farm dedicate al mining di criptovalute. Trasformando l’energia pulita in “oro digitale”, lo Stato è riuscito ad accumulare una riserva sovrana che oggi rappresenta quasi un terzo del PIL nazionale, rendendo il Bhutan uno dei principali attori istituzionali nel mercato globale dei Bitcoin.
Il paradosso è affascinante: il Paese che ha inventato l’indice della Felicità Interna Lorda, privilegiando la conservazione ambientale e culturale rispetto alla produzione materiale, sta ora utilizzando lo strumento finanziario più volatile e moderno per proteggere il proprio futuro. Se la “Mindfulness City” dovesse avere successo, potrebbe rappresentare un nuovo modello di sviluppo per i piccoli Stati, dimostrando che è possibile partecipare all’economia globale del XXI secolo senza sacrificare la propria anima spirituale. Il cuore tecnologico di questo progetto affonda le radici nelle vette himalayane, dove l’abbondanza di risorse idriche è stata trasformata in una vera e propria batteria per l’economia nazionale. Attraverso la Druk Holding and Investments, il Bhutan ha convertito l’energia pulita dei suoi fiumi in potenza di calcolo, estraendo criptovalute a un ritmo che ha superato le aspettative degli osservatori internazionali. Questa infrastruttura non solo garantisce la sostenibilità ambientale del progetto Gelephu, ma crea un legame diretto tra le risorse naturali ancestrali e la liquidità necessaria per costruire infrastrutture all’avanguardia, rendendo il mining di Stato il motore silenzioso di una metamorfosi urbana che punta a integrare centri dati e spazi di meditazione.
Per il “Regno del Drago”, questa non è solo una scommessa finanziaria, ma un atto di sovranità. È il tentativo di costruire una casa per le nuove generazioni, dove la tecnologia non sia fine a se stessa, ma un mezzo per alimentare un ecosistema urbano dove l’armonia, la sostenibilità e la prosperità possano finalmente coesistere.


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