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Molti account occidentali estremisti su X avevano base in Asia

By

Redazione

Published on

24 novembre 2025

in

Asia

Nel mondo delle piattaforme social, la trasparenza sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Recentemente, X (ex Twitter) ha iniziato a mostrare pubblicamente le nazionalità degli utenti, una novità che segna un passo importante verso una maggiore responsabilità e consapevolezza nel rapporto tra piattaforma e comunità globale. Questo cambiamento deriva dall’esigenza di aumentare la trasparenza sugli influssi esterni e di chiarire i confini tra utenti locali e internazionali, considerando l’impatto di politiche, fake news e interferenze straniere.

Il nuovo sistema permette di visualizzare, attraverso badge e indicatori, la provenienza geografica di chi pubblica e interagisce sulla piattaforma. Questa funzione si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione e controllo, pensato anche per affrontare le infiltrazioni di attori stranieri che cercano di influenzare opinion pubbliche o promuovere campagne di disinformazione. La scelta di X di rendere pubblica questa informazione rappresenta un passo avanti verso un maggiore controllo sulla provenienza dei contenuti, rinforzando le politiche di moderazione e sicurezza.

Tuttavia, questa novità ha sollevato anche timori e controversie. Da un lato, favorisce un utilizzo più consapevole della piattaforma, dall’altro apre spazi di criticità riguardo alla privacy e alla possibile esposizione di utenti a rischi di attacchi o ritorsioni, specialmente in paesi caratterizzati da tensioni geopolitiche o instabilità politica. La società ha comunque assicurato che i dati vengono raccolti e mostrati nel rispetto delle normative sulla privacy e la protezione dei dati personali.

Influencer di estrema destra svelano la loro vera identità: un esempio di nuove vulnerabilità

Parallelamente, un caso di grande attenzione mediatica riguarda alcuni influencer di spicco del movimento MAGA che, durante un’indagine pubblicata da The Daily Beast, sono stati accidentalmente smascherati come attori stranieri, basati principalmente nel sud est Asiatico in nazioni come India, Bangladesh o Pakistan. Questi personaggi avevano costruito un’immagine di leader nazionalisti e patriottici occidentali, ma le analisi approfondite dei loro profili e delle loro attività digitali hanno rivelato una realtà sorprendente: molte di queste figure erano in realtà cittadini e attivisti di altri paesi, coinvolti in campagne di influenza esterna.

Il caso ha riacceso il dibattito sui rischi delle narrazioni manipolate e sulla vulnerabilità dei contenuti online. L’uso di tecnologie avanzate di analisi dei dati e di tracciamento digitale ha permesso di risalire agli origini di questi influencer, ponendo sotto scrutinio le modalità con cui attori stranieri possono infiltrarsi nelle discussioni pubbliche di società democratiche. La scoperta sottolinea l’importanza di strumenti di verifica e il ruolo fondamentale delle piattaforme digitali nel contrastare le interferenze straniere. Da notare che molte troll farm hanno sede anche in altre parti del mondo, ma i malintenzionati appaltano la pubblicazione a utenti nel subcontinente indiano.

Questa vicenda chiarisce che, in un’epoca di informazione amplificata, la trasparenza e la verifica sono strumenti indispensabili per mantenere un ecosistema digitale più sicuro e affidabile. La consapevolezza di chi si cela dietro a un’immagine online può fare la differenza tra un dibattito autentico e una manipolazione occulta.

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India, Pakistan, Social media

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