In un continente dove i trasferimenti di denaro transfrontalieri sono un incubo quotidiano – ritardi infiniti, costi esorbitanti e fallimenti improvvisi – le criptovalute non sono solo un giocattolo speculativo per trader audaci. In Africa, assumono un ruolo pratico e vitale, diventando lo scheletro invisibile di un’economia reale: quella delle rimesse familiari, dei commerci informali e delle piccole imprese che lottano per sopravvivere. Non si tratta di sogni di ricchezza rapida, ma di soluzioni concrete per unire mercati frammentati. È qui che entra in scena Accrue, una startup nigeriana che sta tessendo una rete “umana” di agenti per pagamenti in stablecoin, trasformando le cripto in un ponte affidabile tra nazioni africane. Come spiega il CEO Clinton Mbah: “In Ghana domina il mobile money, in Nigeria i bonifici bancari, in Sudafrica carte e banche. Queste differenze rendono impossibile un pagamento unificato in Africa, e Accrue intende risolvere proprio questo”. Immaginate di dover inviare denaro da Accra a Lagos: un amico di Mbah, nel 2022, ha passato un’intera giornata tra code in banca in Ghana, solo per vedere la transazione fallire miseramente. Questo non è un caso isolato. L’Africa subsahariana gestisce rimesse per oltre 50 miliardi di dollari annui, ma il sistema è un labirinto di metodi locali scollegati: M-Pesa in Kenya e Ghana, trasferimenti bancari in Nigeria, pagamenti con carta in Sudafrica. Risultato? Fee fino al 7% per transazioni cross-border, ritardi di giorni e un tasso di fallimento che può superare il 20% in alcuni corridoi. Le stablecoin – criptovalute ancorate a valute stabili come il dollaro – cambiano il gioco: sono “denaro senza confini”, istantanei e a basso costo, ideali per un continente dove il 60% della popolazione è unbanked o sottobancata. Ma il problema? La maggior parte degli africani non vuole smanettare con wallet digitali complessi; vuole qualcosa di familiare, umano.
Lanciata nel 2022 da un trio di ex ingegneri di Helicarrier (la piattaforma crypto nigeriana che ospitava BuyCoins), Accrue ha iniziato come app per investimenti in dollar-cost averaging – permettendo acquisti crypto da soli 5 dollari al giorno – ma ha presto pivotato verso il core: CashRamp, una rete di agenti fisici per on-ramp e off-ramp di stablecoin. Funziona come un M-Pesa su binari crypto: vai da un agente locale (una negoziante, un barbiere o un piccolo operatore), depositi contanti in valuta locale, e ricevi stablecoin al tasso di mercato. Per un trasferimento cross-border, il destinatario fa l’opposto con il suo agente: stablecoin convertiti in valuta locale e depositati in banca o mobile wallet. Nessuna fee extra da provider di pagamento (PSP): in Ghana, ad esempio, eviti l’1% di MoMo più il 2% PSP, grazie a trasferimenti peer-to-peer diretti. Accrue non è solo un’app: è un ecosistema che sta rendendo le stablecoin lo standard per transazioni quotidiane. In un’Africa dove le rimesse sono il 3-5% del PIL in paesi come Nigeria e Senegal, questo significa empowerment reale – per diaspora che inviano soldi a casa, commercianti che evitano fee bancarie, o famiglie che ricevono aiuti istantanei. “È sempre stato evidente per noi, e ora la gente lo sta capendo: le stablecoin saranno il modo in cui le persone muoveranno denaro entro la fine del decennio”, profetizza Mbah. Con partnership in arrivo e un focus su compliance (KYC per agenti, audit blockchain), Accrue punta a diventare il “settlement layer” per il denaro africano, scalando da Nigeria a tutta la regione.


Lascia un commento