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Morte dall’alto: i droni prendono di mira le gang ad Haiti

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Redazione

Published on

9 ottobre 2025

in

Americhe

Le autorità di Haiti stanno intensificando la loro lotta contro le potenti bande criminali che hanno preso il controllo di gran parte della capitale, Port-au-Prince, ricorrendo all’uso controverso e letale di droni armati. Questa nuova fase del conflitto ha sollevato interrogativi sui diritti umani e sul coinvolgimento di forze esterne, in particolare appaltatori della sicurezza privati statunitensi.

Secondo un recente articolo di Al Jazeera, l’uso di droni per colpire i membri delle gang è iniziato nel marzo 2025. Un rapporto di un gruppo locale per i diritti umani, il National Human Rights Defense Network (RNDDH), ha indicato che tra marzo e metà giugno 2025, i droni avrebbero ucciso “più di 300 membri delle gang”.

Tuttavia, il ricorso a questa tattica non è esente da polemiche e tragici errori. Il 20 settembre 2025, un attacco con droni esplosivi in un quartiere controllato dalle gang, Cité Soleil, ha ucciso nove persone e ne ha ferite altre 17, secondo Medici Senza Frontiere. Tra le vittime c’erano quattro bambini. Le vittime, tra cui civili, sono state piante con funerali collettivi. Parenti e attivisti hanno attribuito la responsabilità dell’attacco alla polizia.

L’identità di chi esegue effettivamente gli attacchi con i droni rimane spesso poco chiara. Sebbene il governo haitiano abbia un’unità apposita, si ipotizza il coinvolgimento di compagnie di sicurezza private, come Vectus Global, guidata da Erik Prince, il fondatore americano di Blackwater, che avrebbe un accordo con il governo haitiano per “condurre operazioni letali.” Tuttavia, nonostante le centinaia di morti segnalate, non è stata annunciata la morte o la cattura di alcun bersaglio di alto valore.

Il contesto di questa escalation è il caos in cui è sprofondata Haiti dopo l’assassinio del presidente Jovenel Moise nel 2021. Il conseguente vuoto di potere è stato colmato da bande violente, in particolare dalla coalizione Viv Ansanm. Nonostante l’autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2023 per una forza internazionale guidata dal Kenya, i tentativi di contenere la violenza sono in gran parte falliti.

Mentre alcuni attivisti locali per i diritti umani hanno espresso sostegno all’uso dei droni per combattere i criminali che hanno sfollato oltre un milione di persone, altri esperti sollevano dubbi sulla sua efficacia, sottolineando la mancanza di successi contro i leader delle gang e il rischio di vittime civili.

L’uso di droni armati rappresenta un’evoluzione significativa e preoccupante nel conflitto di Haiti, con potenziali implicazioni sulla legalità e sui diritti umani, complicando ulteriormente una crisi umanitaria e di sicurezza già devastante.

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Cybersecurity, Droni, Haiti

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