Il Marocco sta vivendo un fermento sociale inaspettato, guidato da una nuova generazione di attivisti digitali che si sono auto-organizzati sotto il nome di Generazione 212, un chiaro riferimento al prefisso telefonico del Paese (+212). Questo movimento, che ricorda le dinamiche di mobilitazione giovanile viste in nazioni come l’Indonesia, sta sfruttando i social media per dare voce a una profonda frustrazione contro le condizioni di vita e la corruzione.
Le Ragioni della Protesta: “Ospedali, non Stadi”
Il cuore della protesta non è un attacco diretto alla monarchia, ma un’aspra critica alle priorità del governo e alla gestione della cosa pubblica. La GenZ 212 lamenta in particolare il drammatico stato del sistema sanitario e del settore educativo. Le richieste di migliori servizi pubblici si sono trasformate in un grido di battaglia contro gli ingenti fondi destinati a progetti percepiti come superflui, come l’organizzazione congiunta dei Mondiali di Calcio 2030. Gli slogan che riecheggiano nelle piazze, come “Non vogliamo i mondiali di calcio, ma l’assistenza sanitaria”, riassumono perfettamente il senso di abbandono e la rabbia per le disparità sociali. I giovani, in gran parte disoccupati o con scarse prospettive future, rifiutano l’idea di un “Marocco lussuoso” che esiste solo per gli investitori e i riflettori internazionali, mentre gran parte della popolazione è lasciata ai margini.
L’Onda Lunga della Mobilitazione
La mobilitazione, iniziata con mezzi digitali e passaparola sui social, ha coinvolto diverse città e ha portato in piazza migliaia di ragazzi e ragazze, per lo più tra i 15 e i 25 anni. Le proteste hanno visto un’escalation di tensione, con rapporti di scontri violenti in diverse località, che hanno portato a vittime e centinaia di arresti.
Nonostante il collettivo si sia dissociato dagli atti di vandalismo, la risposta delle autorità è stata dura. Il governo, pur avendo espresso una cauta disponibilità ad ascoltare le richieste e avviare un percorso di riforme, si trova ora di fronte a una generazione che non si accontenta delle promesse e che ha imparato a esercitare il suo potere attraverso la rete. Questa ondata di protesta si inserisce in un quadro più ampio di movimenti giovanili globali, dimostrando come la Generazione Z stia trovando un linguaggio e codici comuni per sfidare le élite politiche e chiedere un futuro più equo e sostenibile.


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