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Lo Zimbabwe ha deciso di creare una nuova moneta

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Redazione

Published on

29 agosto 2025

in

Africa

L’ente Reserve Bank of Zimbabwe ha annunciato una mossa storica nel panorama finanziario africano: l’introduzione dello ZIG (Zimbabwe Gold), una valuta digitale interamente sostenuta dalle riserve auree della nazione. Questa iniziativa rappresenta un tentativo audace di stabilizzare un’economia da decenni tormentata da iperinflazione e sfiducia monetaria. Dopo il collasso del dollaro zimbabwiano nel 2009 e il fallimento dei “bond note” nel 2016, lo ZIG punta a ripristinare la credibilità attraverso un ancoraggio tangibile all’oro, di cui il Paese è il sesto produttore continentale. La banca centrale sottolinea che ogni unità digitale sarà direttamente coperta da oro fisico custodito nei suoi caveau, con la possibilità per i cittadini di convertire lo ZIG sia in forma digitale che in monete e banconote fisiche.

Il contesto che spinge questa transizione è tra i più drammatici al mondo. Lo Zimbabwe ha vissuto un’iperinflazione leggendaria nel 2008-2009, portando all’abbandono della valuta locale e all’adozione del dollaro USA. Anche il successivo tentativo di reintrodurre una valuta nazionale nel 2016, i “bond note” teoricamente garantiti da prestiti in dollari, si rivelò un fallimento, con la moneta che perse oltre il 90% del suo valore sul mercato parallelo nel 2023. L’economia zimbabwiana è stata ulteriormente destabilizzata dalle sanzioni internazionali imposte dal 2003, che hanno isolato il Paese dai mercati finanziari globali e limitato gli investimenti esteri.

La scelta di legare la valuta all’oro non è casuale. Lo Zimbabwe possiede ingenti risorse aurifere, con una produzione annuale di circa 35 tonnellate, e il governo spera che questo backing tangibile possa convincere una popolazione storicamente diffidente. Tuttavia, economisti internazionali esprimono scetticismo riguardo alla trasparenza nella gestione delle riserve auree, ricordando come precedenti iniziative simili in altri Paesi, come il Petro venezuelano nel 2018, siano fallite proprio per mancanza di fiducia nelle garanzie reali. Inoltre, l’infrastruttura digitale limitata nelle zone rurali dello Zimbabwe potrebbe ostacolare l’adozione diffusa della valuta, lasciando fuori ampie fasce della popolazione o senza accesso a internet affidabile.

Nonostante le sfide, lo ZIG rappresenta un esperimento monetario di grande interesse globale. Se avrà successo, potrebbe offrire un modello per altre economie emergenti alle prese con instabilità valutaria e dipendenza da valute straniere. Il progetto si distingue dalle Central Bank Digital Currency (CBDC) tradizionali, come lo yuan digitale cinese, per il suo backing fisico completo, avvicinandosi piuttosto al modello gold standard abbandonato dalla maggior parte dei Paesi nel XX secolo. Il mondo osserverà da vicino se l’oro dello Zimbabwe riuscirà a fare ciò che i dollari USA e i bond note non hanno potuto: restituire stabilità e fiducia a un’intera nazione.

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