Un’ampia indagine per corruzione sta scuotendo l’Indonesia, mettendo nel mirino un programma di digitalizzazione dell’istruzione da 600 milioni di dollari e sollevando questioni sul ruolo di Google Indonesia. Al centro dello scandalo c’è l’acquisto e la distribuzione di circa 250.000 Chromebook destinati alle scuole di tutto il paese, un progetto ambizioso della precedente amministrazione per portare la tecnologia nelle aule.
L’attenzione del Procuratore Generale indonesiano è stata catalizzata da un dettaglio cruciale: la scelta dei Chromebook come dispositivi principali. Secondo quanto emerso, un programma pilota aveva precedentemente dimostrato la loro scarsa utilità in assenza di una connessione Internet affidabile, una condizione tutt’altro che rara in molte regioni dell’Indonesia. Nonostante queste evidenze, un piano iniziale che prevedeva l’utilizzo di computer Windows sarebbe stato abbandonato a favore dei Chromebook. L’ufficio del Procuratore Generale sospetta che funzionari governativi abbiano scartato in modo improprio il piano originale per favorire la soluzione di Google, una decisione che avrebbe ignorato le reali necessità delle scuole e degli studenti.
L’inchiesta, che sta procedendo a ritmo serrato, ha già portato all’interrogatorio di numerosi funzionari e altre persone coinvolte nel programma. Secondo quanto riportato dai media indonesiani, anche dipendenti di Google sono stati ascoltati dalle autorità.
Tra le figure di spicco coinvolte spicca Nadiem Makarim, l’ex ministro dell’istruzione. A Makarim, noto per aver fondato l’azienda di ride-sharing Gojek (successivamente fusasi con Tokopedia per formare il GoTo Group), è stato imposto un divieto di espatrio della durata di sei mesi. La sua figura è sotto stretta osservazione, e il coinvolgimento del suo ex impero aziendale è diventato evidente la scorsa settimana quando le autorità hanno perquisito gli uffici di GoTo Group, portando via diversi dispositivi di archiviazione dati.
L’indagine continua, gettando un’ombra sul programma di digitalizzazione e sollevando interrogativi sulla trasparenza delle decisioni prese. La situazione è fluida e si attendono ulteriori sviluppi che potrebbero chiarire la natura delle presunte irregolarità e il ruolo di tutte le parti coinvolte.


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