Secondo un recente rapporto dell’African Blockchain Institute, la Nigeria ha registrato una crescita del 120% negli investimenti in startup legate alla finanza decentralizzata, superando per la prima volta il Sudafrica nella classifica continentale.
Il fenomeno trova spiegazione in una combinazione di fattori economici e sociali. Con una popolazione di oltre 220 milioni di abitanti, di cui il 60% sotto i 25 anni, la Nigeria vanta il più grande bacino di sviluppatori software del continente. Questo capitale umano, unito a un tasso di penetrazione mobile tra i più alti dell’Africa subsahariana, ha creato un terreno fertile per l’adozione di soluzioni blockchain.
“Quello nigeriano è un caso studio interessante”, spiega il professor Kwame Okafor, docente di Finanza Digitale all’Università di Lagos. “Mentre in Occidente la blockchain viene vista principalmente come tecnologia speculativa, qui sta diventando uno strumento concreto per risolvere problemi reali, dall’inclusione finanziaria alla tracciabilità delle supply chain agricole”.
Le autorità stanno cercando di accompagnare questa crescita con un quadro normativo più definito. Dopo il controverso divieto alle transazioni crittografiche imposto dalla banca centrale nel 2021, lo scorso marzo il governo ha approvato una nuova serie di linee guida che riconoscono gli asset digitali come strumenti finanziari legittimi. Una mossa che, secondo gli analisti, potrebbe attirare ulteriori investimenti esteri nel settore.
Le sfide non mancano. L’accesso limitato ai servizi bancari per le aziende di criptovalute, la volatilità del naira e la carenza di infrastrutture digitali nelle zone rurali rappresentano ostacoli significativi. Inoltre, come sottolinea un recente report di PwC Nigeria, il Paese deve ancora sviluppare competenze specializzate in ambito blockchain, con solo il 15% degli sviluppatori locali che possiede certificazioni specifiche nel settore.
Nonostante queste difficoltà, l’ecosistema continua a mostrare segnali di vitalità. Ne è prova il successo di iniziative come il Nigeria Blockchain Week, che lo scorso novembre ha attirato oltre 5.000 partecipanti da tutto il continente, o l’apertura a Lagos del primo hub africano dedicato esclusivamente alle startup Web3.
“La strada è ancora lunga”, conclude Adebayo Johnson, fondatore di una piattaforma nigeriana di pagamenti cross-border basata su blockchain, “ma se riusciremo a mantenere questo ritmo di crescita e a risolvere i nodi regolatori, entro il 2030 la Nigeria potrebbe diventare la porta d’accesso all’Africa per gli investimenti in tecnologie decentralizzate”


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