Mentre la carenza di valuta estera e gli ostacoli burocratici spingono le startup egiziane a delocalizzare all’estero, Il Cairo risponde con un nuovo incentivo: zone franche esenti da imposte, progettate per le aziende tecnologiche in crescita. Il governo spera che normative semplificate, esenzioni doganali e licenze accelerate convincano gli imprenditori a rimanere e attirino investimenti regionali. Ma sarà sufficiente per invertire l’esodo? L’Autorità Generale per gli Investimenti e le Zone Franche (GAFI) ha annunciato che le startup del settore dei servizi – in particolare quelle focalizzate sull’esportazione di software e sull’intelligenza artificiale – possono ora stabilire le proprie sedi in zone franche designate. Queste aziende beneficeranno di esenzioni complete da dazi doganali e tasse, una configurazione aziendale semplificata e l’accesso a una rete di servizi di supporto, incluse aziende legali, di consulenza e di marketing. Questa mossa mira a posizionare l’Egitto come un hub regionale per l’imprenditoria tecnologica, seguendo modelli visti negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain e in Marocco, dove le zone franche hanno svolto un ruolo chiave nel favorire la crescita delle startup. Le zone franche sono aree designate dove le aziende operano sotto speciali regolamenti economici, spesso con tasse ridotte, processi di import-export più semplici e meno ostacoli burocratici. Per le startup, queste zone possono ridurre i costi operativi e semplificare l’espansione nei mercati esteri.
Le zone franche egiziane destineranno circa 9.000 metri quadrati alle operazioni delle startup, con un focus su intelligenza artificiale, fintech e sviluppo software. La GAFI ha anche introdotto un sistema di registrazione accelerato, che consente agli imprenditori di creare una società unipersonale online in sole due ore – una significativa riduzione rispetto al tradizionalmente lungo processo di creazione di un’impresa in Egitto.
Questa spinta arriva mentre le startup egiziane mostrano resilienza in un clima di finanziamento difficile. Secondo Africa: The Big Deal, le startup in Egitto hanno raccolto 61 milioni di dollari nel primo trimestre 2025, con un aumento del 15,1% rispetto ai 37 milioni di dollari del primo trimestre 2024, seguite dalla logistica (23,5 milioni di dollari) e dall’e-commerce (22,5 milioni di dollari). “Una zona franca per le startup è stata un’idea a lungo discussa in Egitto”, ha affermato la Dott.ssa Heba Medhat Zaki, Direttrice dell’Egypt Center for Entrepreneurship and Innovation. “La chiave sarà garantire che gli incentivi siano sufficienti per attrarre le aziende, al di là delle semplici agevolazioni fiscali.” La GAFI prevede di introdurre una nuova legge quest’anno che istituisca “zone finanziarie e commerciali” per attrarre fondi di venture capital. In caso di successo, le zone franche egiziane potrebbero diventare una calamita per talenti e investimenti tecnologici, ma solo se il governo manterrà le sue promesse di efficienza e supporto. Al momento non è ancora chiaro dove saranno create queste zone franche per startup.


Lascia un commento