“Eva”, un chatbot AI sviluppato in Paraguay dall’organizzazione di notizie multimediali indipendente El Surtidor, sta offrendo al pubblico un’opportunità unica di interagire con una donna in attesa di sentenza per presunto traffico di droga e crimine organizzato. Lanciato a settembre 2024, il chatbot ha già registrato oltre 15.500 interazioni. Il progetto nasce dal desiderio di fare luce sulla difficile situazione delle donne incarcerate in Paraguay, spesso ritratte dai media locali come criminali incallite e ignorate dalla società. “Volevamo creare empatia tra il pubblico e un segmento della popolazione in gran parte invisibile ed esclusa dai media mainstream”, ha dichiarato Juliana Quintana, una giornalista di El Surtidor che ha lavorato al progetto.
Il chatbot è programmato con 54 risposte preimpostate basate sulle interviste dettagliate, che coprono aspetti della vita quotidiana in prigione, le circostanze del suo arresto e le sue speranze future. Grazie all’assistenza di ChatGPT, Eva può interpretare fino a 24 diverse formulazioni di domande su specifici argomenti, pur mantenendo risposte fedeli alle esperienze della donna, per evitare le cosiddette “allucinazioni” dell’IA. Eva è “destinata a diffondere conoscenza”, come affermato da Maricarmen Sequera, avvocato paraguaiano ed esperta di diritti umani e tecnologia. L’utilizzo di Eva serve “ad arricchire il dibattito pubblico, allontanandosi dagli stigmi e dagli stereotipi che circondano la copertura del problema della droga”, ha aggiunto Miguel Montes Camacho della Gabo Foundation, che ha finanziato il progetto. L’iniziativa ha già avuto un impatto: a dicembre, il Ministero della Difesa Pubblica paraguaiano e il programma di cooperazione dell’UE con l’America Latina sulle politiche in materia di droga hanno annunciato nuove misure per proteggere le donne incarcerate per reati minori di droga. La risposta a Eva è stata sorprendente per i creatori, con la maggior parte delle interazioni che si sono addentrate nella storia della donna piuttosto che esprimere giudizi.


Lascia un commento