Starlink potrà operare in India, ma alle condizioni imposte dal governo: monitoraggio continuo, geolocalizzazione forzata e censura dei contenuti. Il Dipartimento delle telecomunicazioni indiano ha pubblicato le nuove regole per gli operatori di comunicazioni mobili personali via satellite (GMPCS), aprendo ufficialmente al mercato — ma blindandolo. Le norme obbligano gli operatori come Starlink, Project Kuiper (Amazon) e OneWeb a registrare ogni terminale, bloccare l’uso dei dispositivi finché non sono censiti dalle autorità, e disabilitare qualsiasi terminale considerato “maligno” o non conforme. Ogni dispositivo dovrà funzionare solo nella posizione registrata. Il movimento non autorizzato comporterà la disconnessione immediata.
Inoltre, le piattaforme satellitari dovranno rispettare le stesse norme sulla sorveglianza già applicate agli operatori terrestri: intercettazione del traffico, tracciamento di IP pubblici e privati, conservazione dei log di utilizzo. Tutti i siti web oscurati dal governo dovranno essere bloccati anche via satellite.
Un requisito particolarmente invasivo riguarda le “zone di monitoraggio speciale” entro 50 km dai confini nazionali e fino a 200 miglia nautiche al largo delle coste: in queste aree, le autorità potranno sorvegliare direttamente l’attività degli utenti. Tutto dovrà essere gestito tramite un centro di controllo situato su suolo indiano.
Il governo giustifica le nuove regole citando rischi per la sicurezza nazionale. Alcuni gruppi separatisti, in particolare nel nord-est del Paese, avrebbero già utilizzato connessioni satellitari per evitare la sorveglianza interna. Fonti riservate indicano che i servizi segreti temono infiltrazioni e comunicazioni non tracciabili con supporto di attori esterni, tra cui il Pakistan. Le regole non sorprendono chi conosce la politica digitale di Nuova Delhi: nei mesi scorsi l’India ha ordinato il blocco di alcune app di messaggistica open source e ha chiesto alle piattaforme social di rimuovere “immediatamente” ogni contenuto ritenuto inappropriato, incluse immagini di abusi su minori. Inoltre, la Corte Suprema ha sollecitato il governo a chiarire le modalità di attuazione dei blackout internet, ormai frequenti durante proteste o tensioni locali.
Se accetterà le condizioni, Starlink di Elon Musk otterrà l’autorizzazione ad operare in uno dei mercati più promettenti al mondo: oltre 600 milioni di utenti online e una crescente domanda di connettività nelle zone rurali. Ma a costo di diventare uno strumento controllato da uno dei governi più assertivi sul fronte del cyberspazio.


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